Venti anni fa… Sono trascorsi vent’anni da quando le opere di Roberto Malquori sono state esposte ad Arte Fiera 1998.

La prima partecipazione del Maestro fiorentino a una delle fiere d’arte più importanti d’Italia si deve allo Studio Cavalieri di Bologna, che proprio nella città di appartenenza organizzò nel 1998 la collettiva “Poesia Visiva”.

Come abbiamo già precedentemente raccontato – sia sulle pagine di questo blog  che attraverso l’importante collettiva che abbiamo organizzato presso la nostra sede – Roberto Malquori ebbe un contatto più che diretto e stretto con i principali esponenti di tale movimento. Con Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini realizzò diverse opere a quattro mani, ma soprattutto elaborò alcuni intramontabili manifesti.

Roberto Malquori, Poesia Manifesto Gruppo 70, 1969, décollage e stampa tipografica su carta, cm 100 x 70 – testo di Lamberto Pignotti

Questa è la ragione per cui oltre alle opere caratterizzate da una vocazione maggiormente pop che troverete esposte in fiera, un’intera parete sarà dedicata a questa sua esperienza fondamentale. Malquori, il giorno dell’inaugurazione “Parole dipinte, immagini scritte. Ricerche verbo-visive dagli Anni Sessanta ad oggi”, ci ha confessato che il testo sovrapposto ai collage o ai décollage restituiva un significato a quelle immagini percettive e sfuggenti delle pubblicità che recuperava da rotocalchi, riviste, giornali, etc.
Come ricorda la critica Giuse Benignetti nel testo scritto per “Dagli anni ’60 ad oggi” – mostra organizzata a Palazzo Pegaso di Firenze presso il Consiglio Regionale della Regione Toscana dal 1 al 13 giugno 2017 – l’arte di Roberto Malquori, quella che lei preferisce definire Pittura Tecnologica, si presenta misurata e contenuta, «lontana da un atto violento, come ad esempio lo “strappo” di Rotella. […] bisognerà avvicinarsi di più alla sua ricerca e divenire noi stessi dei ricercatori; ci saranno di guida, sia gli scritti di Miccini e  Pignotti anche se di diversi anni fa, sia i temi scelti da Malquori, l’uso tenero del colore e il carattere riservato che lo distingue dai fiorentini attaccabrighe per natura».

Le parole scritte da Pignotti per la personale Roberto Malquori, organizzata alla Galleria ’70 di Firenze nel 1966, riportano concetti non lontani: «Oggi il processo del “superamento” è anzi diventato così lucidamente cosciente da risultare a volte ossessivo: a volerci scherzare un po’ sopra lo si potrebbe denominare il complesso dell’oltrepop. Ad ogni modo autocritica e autoironia sono attribuiti e coefficienti dell’arte tecnologica (ma non sono ovviamente i soli), un’arte le cui operazioni possono agevolmente spaziare, senza perdere in caratterizzazione , dal luna park al codice miniato. Insomma l’arte è un’arte di conquista: attraverso le infiltrazioni, le contaminazioni e le appropriazioni essa conquista (o riconquista) alla pittura territori prima mai posseduti o perduti da tempo».

Le opere di questo grande Maestro dell’Arte Tecnologica saranno nuovamente visibili ad Arte Fiera 42 che si terrà da venerdì 2 a lunedì 5 febbario 2018. Res Publica – Galleria d’Arte Democratica vi aspetta presso il padiglione 26, stand B/92!

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